dalle rosee scogliere, verso non so,
stillandosi dalla perduta quiete,
dal suo appassito ardore di vivere,
smarrito chissà in questo tremore,
fra i lampi d' un cauto temporale
nel meriggio estivo, nel pelago arso.
Inumidate le rive rossastre
fra i cigli scuri d'ombrosi steli
accolgono i mar che l'investono,
con amoroso appiglio trattenuti,
un battito fugace d' eterno
l' inauspicabile sua durata
di questa corrispondenza amara.

Foto di Nicoletta Assaretti