domenica 21 luglio 2013

La fermata

-"Quest'estate mi suonano così malinconici i tramonti se tu non sei accanto a me"- Appunto questo fra me e me, in attesa dell'autobus scrutando l'aria vuota senza alcun interesse mentre il cuore si fa strada riaffiorando con urgenza. Sospiro: come è strana questa sensazione di smarrimento. Ed io ti chiedo scusa, so che sarei dovuta già essere grande, se in questi anni sarei dovuta crescere, so che avrei dovuto fare la differenza e in qualche modo fartela percepire, ma mi guardo attorno smarrita se tu qua non ci sei, infantilmente.
Non ho mai visto la solitudine come se fosse un problema particolare, il fatto è che tranquillamente mi bastavo io, senza troppe pretese di sorta. Come quando per un' intera esistenza sopravvivi senza conoscenere, non lo so, quel determinato libro, quella determinata canzone, quel determinato cibo e poi d'improvviso, tasti e non puoi non farne più a meno. Trattieni e non vuoi mandarlo più via, una frase, un ritornello, un sapore.
Poi senti, con la stessa rapidità, la vita riempirsi, un flusso senza controllo, qualcosa di nuovo.

- "Scusi, sa se alle 19 è già passato l'autobus?"
Le dico di non sapere, nemmeno ci facevo troppo caso.


Ti inonda, riprendo la mia riflessione, e inizi a sentire di più. Senti che non sei più sola. No, davvero, non mi sento più sola con te. Ed il problema sai che è un altro, è quando come adesso non ci sei: che ora come ora, se vai via tu, non mi basto nemmeno io che subito mi perdo, come un bimbo quando gli occhi materni sono altrove.
Non posso ripensare agli tuoi occhi che ancorati ai miei, mi tengono saldamente al sicuro. Te lo dico io, che senza di te, qua mi smarrisco.

- Eccolo finalmente, salga presto o rimarrà qua per un bel po' prima del prossimo!