domenica 1 marzo 2015

Tè e letteratura: legame indissolubile

La  cerimonia del Tè nella cultura orientale porta con sé un significato simbolico molto profondo.
Non è quindi solo celebrazione di purezza e bellezza attraverso gesti e scenari legati fra loro attraverso un'elaboratissima estetica. Il Tè non è solo questo,è anche meditazione. Ce lo insegnano i monaci e gli adepti dello Zen, i quali ne fanno largo consumo per tenere la mente desta.

Si diffonde in Europa a partire dall'età coloniale, diventando appunto la bevanda per eccellenza degli inglesi. La letteratura diventa il simbolo della sua importanza, aiuta alla consacrazione culturale del Tè anche in occidente come rito irrinunciabile.Dice nulla l' "ora del Tè"? In occidente perde si la sua aura sacrale e meditativa, divenendo un vezzo dell'alta borghesia, ma assume un ruolo nobile addobbando ogni singolo romanzo o opera letteraria fiorita in quell'epoca.

Lo si può vedere nei grandi classici di Jane Austen, in cui l'invito a prendere il tè ha un importanza sociale molto importante come si può leggere in Orgoglio e Pregiudizio. Ha anche una discreta importanza scenica in Ragione e Sentimento  con la tazza inbevuta di Elinor quando vede Edward e il suo anello con la ciocca di capelli. 
La stessa Austen era una bevitrice appassionata di Tè.


Anche per Oscar Wilde, nel Dorian Gray, l'ora del Tè viene interpretata in tutta la sua bellezza. Eccovi uno stralcio per comprendere meglio e apprezzare la finezza della scrittura:

"... il cameriere entro' con il vassoio del te' e lo poso' sul tavolino giapponese. Si udi' un tintinnare di tazze e di piattini e il sibilo flautato di un samovar georgiano. Un paggio portava due coppe cinesi. Dorian Gray si alzo' e verso' il te'"

In Notte e Giorno  invece assume una tonalità più meccanica, diventa un rituale vuoto, per Virginia Woolf e la sua inquieta protagonista Katharine Hilbery. Qui l'incipi del libro:

"Era una domenica pomeriggio d'ottobre e come molte altre giovani signore della sua classe sociale Katharine Hilbery stava servendo il tè. Questo compito impegnava forse un quinto della sua intelligenza, mentre con la parte rimanente aveva già superato il breve spazio di tempo che separava il lunedì mattina da quel momento alquanto scialbo e col pensiero girava intorno alle cose che normalmente si fanno volentieri alla luce del giorno. Ma anche se rimaneva silenziosa, era chiaramente padrona di una situazione ben conosciuta e propensa a lasciar che essa seguisse per la seicentesima volta il solito corso, senza impegnare nessuna delle sue facoltà mentali inattive."


Ovviamente la nostra bevanda preferita non ha avuto impatto solo nella letteratura inglese: Tolstoj è  citare per avere dalla sua un vero e proprio record. Il te' appare ben 332 volte citato nel complesso delle sue opere! 
Come non citare poi, autori d'oltremanica come Paul Verlaine e Maupassant o d'oltreoceano come Mark Twain

In seconda istanza analizzeremo ed esporremo l'influenza millenaria del Tè nella cultura Orientale perchè merita davvero una trattazione a parte per vastità di materiale e significati.



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