martedì 29 novembre 2011

Absinthe

You are what for poets is Absinthe:
extol me, inspire me, drunk me.
As a miser dying who hold all is treasure
I embrace you jealously.
But always time consumes all
and poets cry their empty bottle,
so woeful I 'come sadden with them,
'cause my existence is like the bottle
when you're not there. 





martedì 22 novembre 2011

Io non chiedo


Io non chiedo che di sì fatte spoglie
sia data all'esordio ben altra patria
o che fra le lingue mi sia negata
quella che cara agli arcani miei padri
carezzò docile le nostre rive,
ne tanto meno chiedo ch'invano
fra i morosi indomati s'innalzi
- quale udire è più dolce s'il cor
è a parlar con il suo mesto accento?-
D'Enea lo struggente e amaro pianto
pel tetro fumo ch'in alto vira
com'il faro d' un cattivo augurio.
ma ahi, come limpido un tempo il ricordo
pareva luccicar d'oro prezioso
par solo ai ricchi templi eretti agli Dei!
E or che resta d'una gloria passata
se non questi mal conservati resti
in balia di certi ingordi corvi:
passan razzia come fosse pulizia.



sabato 5 novembre 2011

Capitano


E guardi che succede capitano:
si rianimano le spoglie sponde
d'innaturale bellezza. Guardi!
Lampi rubini aldilà del cielo
invitano gli oceani ad infrangersi
contro i bordi del mondo. Il cobalto!
Scintille luminose sprigionate
dall'ardore marino ch'avanza.
Non sente anche lei il suon dell'abbandono
sovrastato da ben più mesto inno?
Non sono campane, ne quel pallore
di luna un tenue appiglio di luce
alla vita che si innabissa, sente?
La sventura non è che un dono:
se s'intessono meravigliose
trame come queste, qual destino!
Agli eroi più grandi è stato concesso
il prezioso dono della morte
perchè è l'assenza ad alimentar
nel presente il glorioso ricordo.
Non abbia timor se barca cigola,
inizi a tremar se pace non giunge.





giovedì 3 novembre 2011

dolce creatura dal grembo gentile

Vegli sul mondo in silenziosa quiete
socchiusa e rapita d'un incanto
d'antica speme, d'infinito
amore verso limiti lontani
aldilà d'esistenza e pensieri,
dolce creatura dal grembo gentile,
ch'ahimè ingrata prole al seno tuo
inviti al candido nutrimento,
pregno di vita e beatitudine,
fior ch'il vomere teme al tatto,
saggiato già l'algido fiato e denso
e seppur trema l'affronta impavida
come l'eroe ch'in guerra freme
per timore di non ritorno in patria
ma per ardore si batte e regna.
Ciò che declamo qui impresso nei versi
s'appresta a coglier materia tale
da poter cantar animo di donna
al fine di educar l'uomo irato
al rispettoso gesto cauto e caro