La lira di Orfeo: Dissipa tu se lo vuoi - Montale

domenica 3 luglio 2011

Dissipa tu se lo vuoi - Montale

Dissipa tu se lo vuoi
questa debole vita che si lagna,
come la spugna il frego
effimero di una lavagna.
M’attendo di ritornare nel tuo circolo,
s’adempia lo sbandato mio passare.
La mia venuta era testimonianza
di un ordine che in viaggio mi scordai,
giurano fede queste mie parole
a un evento impossibile, e lo ignorano.
Ma sempre che tradii
la tua dolce risacca su le prode
sbigottimento mi prese
quale d’uno scemato di memoria
quando si risovviene del suo paese.
Presa la mia lezione
più che dalla tua gloria
aperta, dall’ansare
che quasi non dà suono
di qualche tuo meriggio desolato,
a te mi rendo in umiltà. Non sono
che favilla d’un tirso. Bene lo so: bruciare,
questo, non altro, è il mio significato. 






È qui scritto il testamento della resa, dell’accettazione della sconfitta, un autonoma consegna del proprio destino nelle mani di colui che l’ ha vinto terminando qua la sua vana missione. Il mal di vivere precedentemente incontrato ha avuto il sopravvento e ora non può che abbandonarsi al mare come uno schiavo di guerra, in un ultimo tentativo di ritornare alle origini, ma ciò non verrà acconsentito, tant’è che sa bene quale sarà il suo destino, ovvero la costrizione a bruciare come un ramo. Ma a tale visione di indifferente crudeltà, procedendo con le opere di Mediterraneo, sezione ultima di Ossi di seppia, verranno ad accostarsene altre, tant’è solido il legame che lega il poeta al mare che s’affaccia dinnanzi alla sua Genova, segnando le estati di infanzia e i ricordi fanciulleschi. Attraverso proprio quel legame con l’infanzia che si fa chiaro il rapporto che intercorre fra Montale e il mediterraneo,  che diviene interlocutore del poeta, una contemplazione della vita, della profondità dell’esistenza che via via va ad esplorare.  Egli sente il proprio Io lentamente risucchiato dal mare, l’elemento vitale per eccellenza, ma insieme abbiamo potuto vedere anche 
rifiutato, espulso e confinato sulla terra, facente parte di quella fetta di marinai considerati terrestri.









1 commento:

  1. Stupenda, straordinaria...indescrivibile..

    "Non sono
    che favilla d’un tirso. Bene lo so: bruciare,
    questo, non altro, è il mio significato. "

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