lunedì 30 aprile 2012

Fluctus III - Lo specchio part2

La balena.. è la balena bianca
che mi tuona in petto con un boato
denso di orrore e di terrore nero:
e la vedo squarciare il mare al largo,
così, guardandomi vitrea e fatale
che possa invader i miei occhi cupi.
Bianco l'esercito di elefanti
egli non crea cotanto disagio in terra
come il candido demonio marino
che si preserva sotto i legni nostri.
Anima non vive all'infuori di essi.


Tuona ancora la paura, ancora suona!
Mesto nella cassa mi si propaga
ed ogni qual volta, atroce l'errore,
l'onde violente scuotono le assi
mi si stringe che una noce 'l cuore.
Il mio destino, il massimo compito,
ciò che di più sublime m'appartien
e d'orgoglio che ne erigo insigna,
ciò per cui combatto, furia marina:
non urlarne il nome, non chiamarla mai,
solo per noi il dovere di presenza.

e m'immagino riflesso per chiaro,
nella limpidezza della tua pelle,
mi rivedrei, questo penso, in uno specchio..



Foto di Nicoletta Assaretti




domenica 22 aprile 2012

Instant

Life's getting so meaningless,
we're losing all pleasures.
where's solution?
Doubt, doubt..


Time flows away
as fast as winter sunset,
sliding behind my age
wasted, wasted..

I'm spitting words
no enchanted to tell,
you want to catch
them spotless sense:

there's only a instant
that streams so slowly,
fear and death
they never go fast






mercoledì 18 aprile 2012

Fluctus III - Lo specchio part 1


Sebben tenebra irrompa più di luce,
sebbene di sole vaga è la forma,
bianco si tende il filo del destino
che lega me e l’intrepida impresa.
Cullato che da un mesto dondolio,
dedico sguardi alle onde rancorose,
cosa vi irrita? il mio tragitto?
Questo rapido solcarvi la causa?
L’ospite non gradito si scaccia
Con ben altre maniere qui si dice.
Bianco il tuo livore mi parla adesso..

Soli si sta come picchi innevati
In questa piana marina senz’ombre
Benché una più cupa sua vien fatta
E limpido il mare in me si rispecchia..



sabato 7 aprile 2012

Architettura della felicità


-Perdere il bus non era un evento così eccezionale nella consuetudine quotidiana, ma realizzare ciò che sarebbe capitato poco dopo, sarebbe stata l'eccezione più eccezionale a un'altra giornata data in pasto all'anonimato. Ci sono vie meravigliose che vanno aldilà dei percorsi tracciati, non si trovano sulle mappe, tanto meno negli stradari, ma ogni giorno le percorriamo. Non esistono percorsi sbagliati, esistono delle scelte da fare o da non prendere affatto o da considerare più avanti. Ne esistono destinazioni predefinite: tutto varia in tempo reale. Perciò, se prima la strada per casa mi sia stata impossibile percorrere, vedi sotto la voce "sciagurato ritardo", è possibile che mi si stia aprendo una strada in direzione di un'altra casa! Vedi come ragione questo destino dinamico? -
Lei sorrideva seguendo quelle stupide teorie sul destino, le veniva da pensare, ma quel caldo modo così fermo di rendersi seriamente credibile le faceva girare un po' la testa, senza sapere cosa fosse quella sensazione. Ma non ne era dispiaciuta.
- No, ma non prendermi sulserio anche se io ci penso davvero a questo genere di cose. Adoro i fatti e come si combinano fra di loro. Mi piace vederne un'architettura precisa, così mi aiuto anche a non dimenticare. Io mica voglio dimenticarmi di te. -
La guardava con occhi colmi di preoccupazione, come se nel giro di un'ora non potesse più richiamarla nella sua mente, una volta andati via e separatisi. Non voleva distaccarsi da quella misteriosa architettura di fatti e di conseguenze che lo hanno portato a sedersi in quella panchina.
- Ma se proprio ci tieni posso darti il mio...numero. -
Rispose lei, goffamente in soccorso senza capire cosa intendesse lui.
- Non sarà il sentirti spesso che mi aiuterà a tenerti con me.. sarà l'inquadrarti in un determinato reticolo di avvenimenti, diretti o indiretti che siano, a renderti parte del mio schema. Arbitrariamente non otterremmo nulla, solo un percorso limitato da seguire pedissequamente, piccole tappe da raggiungere, sentirsi, uscire insieme... Non credo a questo genere di cose. -
Perplessa disse: - Non credi al normale modo di conoscersi di due normalissime persone? -
- No, non credo al modo ossessivo di cercarsi. Non sono le persone che decidono se son fatte per stare insieme, anche se talvolta possono essere più forti del destino compiendo sciocchezze, ma le  volte in cui casualmente, senza alcuna ragione possibile, determinate strade anche per una minima quantità di tempo si sono sovrapposte.
Non sarà il tuo numero di telefono, oh no, mi basterà di nuovo incrociare i tuoi occhi sorpresi quando che ne so, fra un giorno, una settimana o tre mesi, saremo di nuovo qua in questa panchina. Non saremo ne io e ne tu a decidere quando, ma sapremo che sarà per lungo tempo. -
Se ne andò baciandola sulla fronte.

lunedì 2 aprile 2012

Si, no, forse

Si, no, forse. Rimango dondolando su queste tre possibilità. Nervosamente, che mal di mare, do uno sguardo al telefono, uno alla posta. Ma cosa dovrei fare? Distolgo lo sguardo e penso a me, poi a te, a me. Mi mancano le forze, ma non cedo. Cosa sei diventato? Un proiettile fra le mie meningi, un parassita. I pensieri si fanno circolari, ne divieni il fulcro e tutto ruota così veloce. Ne sono nauseata, un pugile mal concio, ma ancora dov'è il colpo di grazia? Non ho risposte, vorrei averne, ma non posso domandare. O si? O no? Forse..