La lira di Orfeo: Le sirene

giovedì 10 ottobre 2013

Le sirene

Cupa la notte
agghindata a vascello
s'inarca e s'acquieta
fra marosi di spuma
e senza lieta accoglienza
si va a inabissare.

Trema di burrasca,
il cuor mio viandante,
che stretto al petto mio
si lega all'udir di sirene,
sboccianti nel buio
fra gli umidi scogli.

Dolci i loro canti risuonano
nient'altro che di me,
di quel che non sono
e di spietati rimpianti,
e si gonfian così di pianto
le vele mie dell'animo.

fantasmi del mare
ch'assalgono il tuo errare,
feriscon la memoria
degli errori maldestri che fai,
sussurrano in veglia
che mai tornerai.

Odisseo ben sa come
schivar le sirene della notte,
ch' in ostaggio trattegono il cuore,
così serrami in un abbraccio
caldo come la cera
per niente più sentire
e per a casa tornare

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