La lira di Orfeo: Al bar offriamo noi.

giovedì 19 maggio 2011

Al bar offriamo noi.

Accettate di buon grado quest'offerta, accontentatevi e ve ne prego di questa virtuale ebrezza!




Eccovi serviti, versiamo pure in versi (d' autore, mica roba scadente) i vostri drink preferiti.






Paul Valèry - Il vino perduto


Nell'Oceano, una volta
(ma non so piu' sotto quale cielo),
come offerta al nulla gettai
qualche goccia d'un vino raro....
Chi ti volle perduto, oh liquore?
Obbedii forse all'indovino?
Forse al cruccio del mio cuore,
pensando al sangue, versando il vino?
La sua trasparenza usata
dopo una venatura rosata
riprese il mare come innanzi chiaro.
Ma, perso quel vino, eran ebbre le onde!
Vidi slanciarsi nell'aere amaro
le immagini piu' profonde....









Jorge Luis Borges - Sonetto al vino.




In quale regno o secolo
e sotto quale tacita
congiunzione di astri,
in che giorno segreto
non segnato dal marmo,
nacque la fortunata
e singolare idea
di inventare l’allegria?
Con autunni dorati
fu inventata.
Ed il vino
fluisce rosso
lungo mille generazioni
come il fiume del tempo
e nell’arduo cammino
ci fa dono di musica,
di fuoco e di leoni.
Nella notte del giubilo
e nell’infausto giorno
esalta l’allegria
o attenua la paura,
e questo ditirambo nuovo
che oggi gli canto
lo intonarono un giorno
l’arabo e il persiano.
Vino, insegnami come vedere
la mia storia
quasi fosse già fatta
cenere di memoria.







Marie Corelli - Wormwood, a drama of Paris


"I am the green Fairy
My robe is the color of despair
I have nothing in common with the fairies of the past
What I need is blood, red and hot,
The palpitating flesh of my victims
Alone, I will kill France, the present is dead,
Vive the future...
But me, I kill the future and in family I destroy
The love of country, courage, honor,
I am the purveyor of hell, penitentiaries, hospitals.
Who am I finally? 
I am the instigator of crime
I am ruin and sorrow
I am shame
I am dishonor
I am death
I am Absinthe"











Raoul Ponchon - Five o’clock absinthe


Quando il tramonto stende il suo velo di giacinto
Su Rastaquapolis,
E' sicuramente l'ora di prendere l'assenzio,
Figlio mio, che ne pensi?

E' d'estate soprattutto quando la sete ti ammazza
- Come cento Dreyfous ciarlieri -
Che conviene cercare una fresca terrazza
Lungo i viali,

Dove si sa di trovare l'assenzio migliore,
Quello di Pernod Fils;
Via gli altri! Come un diesis è un'illusione
Se non è di Gounod.

Dico lungo i viali e non a Roma,
Né dai Bonivards;
Perché per essere assenzista non si è meno uomini,
E sui nostri viali

Si vedon passare le creature più soavi
Dai modi più gentili:
Mentre si beve, si ridestan gl’istinti,
E’ delizioso…ma sorvoliamo.

Voi avete il vostro assenzio, si tratta di farlo;
Non è, credete a me,
Cosa da poco, come pensa un popolo vano,
Banale e senza emozione.

Non si deve aver l’anima altrove occupata
Per il momento almeno.
L’assenzio vuole innanzitutto una bell’acqua ghiacciata,
Sia testimone il cielo!

Acqua tiepida non ce ne vuole: Giove la condanna.
Tu stesso che ne dici?
Tanto varrebbe, in fede, bere piscio d’asino
Oppure brodo acido.

E non andate come se foste uno di Hannover,
Soprattutto a spaventarmelo,
Con la vostra caraffa, penserebbe, poveretto!
Che volete affogarlo.

Rassicuratelo sempre con una prima goccia…
Lì…lì…piano piano.
Lo vedrete allora palpitare, tutto vibrare,
Ingenuamente sorridere;

Bisogna che l’acqua sia per lui rugiada,
Sappiatelo bene:
Destate i succhi di cui è composto
A poco a poco soltanto.

Come una giovane sposa esita e s’impaurisce
Quando, la prima notte,
Il marito bruscamente sul letto l’assale
A sé solo pensando…

Ma, ecco: nell’intervallo sboccia l’assenzio,
Fiorisce.
Diventa iridato come attraversasse l’opale
Con spirito raro.

Ora potete sorbirlo, è fatto;
E il caro liquore
All’istante vi metterà in testa la gioia
E l’indulgenza nel cuore…











William Hogart - Inno di gloria alla birra



La birra, felice prodotto della nostra Isola



può dare vigorosa forza a chi è stanco
per la fatica e il duro lavoro 
e può rallegrare ogni cuore.
Il lavoro e l'arte sono sorretti dal tuo progresso,
noi beviamo con allegria lunghi sorsi
del tuo fragrante succo,
l'acqua la lasciamo alla Francia.
Genio della salute, il tuo gradevole gusto
rivaleggia con la coppa di Giove
e riscalda ogni generoso cuore inglese
con libertà e amore"











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