La mattinata del miracolo: giungono, dai bordi delle città e dai lontani casali, mille fedeli o qualcosa di più. Già pregano in alto ai loro asini, un po' per l'evento, un po' per il timore della via martoriata, il santo che paleserà la sua presenza quest' oggi fra canti, balli e fiumi di vino.
In alto gli animi, in alto gli sguardi. Si preannuncia fin da ora la grazia eterna per l'intero paese e chissà, per l'intero mondo.
Il prelato nervosamente si aggira in sacrestia, leggendo e rileggendo la lettera del miracolo, apparsa miracolosamente in una notte di lampi e tuoni, affitta all'immenso portale della chiesetta da un non si sa quale annunciatore celeste. Eppure non poteva affatto trattarsi di un falso: chi mai si sarebbe potuto aggirare con un tempaccio simile per di più di notte, si diceva il prelato accarezzandosi il rimasuglio di ciò che in gioventù sarebbe dovuta essere una folta chioma. Come poteva dubitare, infondo i segnali che ne garantivano l'autenticità si erano manifestati senza ragion di lasciare alcun motivo di non credere. Era certo, in bontà e in fede sua, che mai avrebbe potuto questa mattinata cadere nel ridicolo. Il santo aveva promesso. Che Dio lo fulmini se sarà dimostrato il contrario. Intanto nel paese l'aria di festa iniziava a rendere tutti ebbri.
Due settimane fa il tempo non aveva assolutamente in grazia l' estate: stava giungendo in paese con un po' di ritardo, così a punirla per la mancata puntualità non si era risparmiato per la giusta pena. Nella notte una massacrante grandine stava facendo soffrire l'aria e i soffitti delle piccole case gialle e fangose serrando le porte di quest 'ultime: non un disperato si aggirava per le impraticabili strade. Perciò quando le opportunità ti si vengono offerte in maniera tanto semplice, perché non approfittarne? Nemmeno i guadi più profondi potrebbero mai bloccare questa scorribanda, con dei cuori così tanto impavidi. Soprattutto se organizzi tutto ciò da una vita, anche se per vita si intendono una decina o poco più di primavere. Si sentivano uccelli da rapina, rapidi e furtivi avrebbero commesso il loro piccolo crimine in barba a tutti i concittadini. Le scarpe inzuppate andavano al ritmo della grandine, nessuno fiatava: nessun rumore doveva innalzarsi al di fuori dell'incessante tempesta.
- " Dai, siamo quasi arrivati! Correte presto! Non inciampate!" - Sussurrò il moretto più grande verso il resto dei commilitoni che a stento udivano le sue parole. La truppa ricevette comunque l'ordine e aumentarono il passo verso la bianca chiesetta che si faceva largo nel buio. - " Tieni eccola! Non si è minimamente bagnata! Appendila presto!" - " Non ci sono errori vero? Rileggila un'attimo." - " Ma no, ma no! Non c'è nessun errore, mio fratello ha fatto un ottimo lavoro. Anche se ci fosse quel rimbambito non lo vedrebbe." - " Evitiamo di fare troppo macello, allontaniamoci subito o tutti si accorgeranno della nostra assenza." La simpatica armata se ne andò senza problemi dal luogo del misfatto verso le proprie basi.
- " Padre, manca poco più di un'ora. Siamo sicuri che andrà tutto come previsto? "
- " Marie, è ovvio che andrà come previsto. La bontà del Signore ha voluto graziarci con questo magnifico dono, il Protettore compirà un miracolo quest' oggi, nonostante la mia iniziale incredulità. Ma i segni.. Quelli hanno sempre parlato chiaro. I segni di cui la lettera fa esplicito riferimento! Tu pure hai visto manifestarsi le prove della sua potenza!"
Padre Carl si riferiva ai misteriosi segni divini apparsi nei giorni successivi al ritrovamento della lettera: campane che suonavano inaspettatamente, una madonna lacrimante per chissà quale dispiacere e l'acquasantiera colma di vino. Insomma, tutto ciò che era stato promesso come pegno di fede dal Protettore nella sua lettera. Impossibile non credere perciò all'apparizione ormai prossima. Intanto la piazza si riempiva sempre di più: bancarelle e banchetti attratte dalla folla sorgevano qua e là lungo il perimetro, colorando ancor di più il paese in festa, si sa che all' odor di santo si accompagna anche quello degli affari.
Il parroco giunse nella piazza e quando salì sul piccolo palchetto adibito a pulpito dalla folla si elevò un grido di gioia per il fatidico momento che si stava ormai per avvicinare. Mani esultanti si alzavano in cielo a pronte a cogliere la grazia promessa, canti religiosi venivano intonati qua e là mentre, nonostante l'orario, già venivano versati abbondanti e lieti bicchieri di vino: il sangue di Cristo non poteva mancare in una simile commemorazione.
Gloria in excelsis Deo! Scoccò l'ora sacra e i rintocchi lo ricordavano!Tutti attendevano in silenzio religioso, ed era proprio il caso di dirlo, il Protettore: chi guardava in aria, chi attorno a se, chi verso il palco. Ad un tratto piccole esplosioni, del fumo e tanta confusione. Volarono via i piccioni, strillavano le donne: eccolo! Era sicuramente arrivato! Ad un tratto il botto finale: - " Abominio! Chi ha lanciato questo maiale sopra il palco?"
I ragazzi se la ridevano come non mai sulla tettoia che sovrastava il prelato furibondo.

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